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ENPAP: aumento contributi? No grazie. Ora serve confronto vero

  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 1 min

Il sindacato Di.Co.Si. ContiamoCi! ha inviato una lettera ufficiale all’ENPAP contro la proposta di aumento della contribuzione obbligatoria dal 12% al 20%. Una riforma che, se approvata, rischia di colpire duramente la maggioranza degli psicologi italiani. I punti critici

  • Meno libertà per i professionisti Oggi ogni psicologo può scegliere quanto versare. Aumentare l’obbligo significa togliere flessibilità e autonomia.

  • Momento economico sbagliato Inflazione alta, costi in crescita, instabilità globale: aumentare i contributi ora rischia di diventare insostenibile.

  • Zero trasparenza Nessun vero confronto pubblico, nessuna informativa chiara, nessun coinvolgimento della Commissione parlamentare.

Le proposte di ContiamoCi! ✅ Riduzione o esenzione dei minimi per redditi bassi Per evitare che la previdenza diventi una tassa sulla sopravvivenza ✅ Uso degli utili ENPAP (oltre 51 milioni nel 2024)

Per sostenere gli iscritti, non per accumulare senza redistribuire ✅ Investimenti nell’economia reale degli psicologi

Studi, strumenti, welfare, microcredito E adesso? Dopo la lettera, ENPAP ha risposto aprendo al dialogo e invitando il sindacato a un incontro istituzionale il 12 maggio 2026. Un primo passo importante. La questione è concreta e non rinviabile. Se esiste un’esigenza di sostenibilità, deve essere dimostrata con dati e portata all’attenzione della categoria e degli organi di controllo. In assenza di questo percorso, un aumento della contribuzione solleva legittime criticità nel merito e nel metodo. Leggi la lettera integrale inviata all'ENPAP


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