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Risposta alle dichiarazioni del Direttore Generale dell’AUSL dr. Carradori alla stampa sull’Anatomia Patologica Unica della Romagna

Cesena, 18 marzo 2024


Apprendiamo dalla stampa della risposta del DG dell’AUSL dr. Carradori all’interrogazione del consigliere regionale della Lega Matteo Montevecchi che riprendeva le preoccupazioni del sindacato Di.Co.Si. ContiamoCi! riguardo al progetto della creazione di una Anatomia Patologica Unica della Romagna.

Vogliamo innanzitutto evidenziare come la nostra richiesta di un confronto e di chiarimenti circa questo progetto a nostro avviso fortemente impattante sui lavoratori e sui cittadini romagnoli è stata da noi avanzata alla Direzione Generale con PEC in data 23 febbraio 2024.

A cui è seguito solo un assoluto silenzio da parte dell’amministrazione dell’AUSL. Solo l’interessamento della politica e della stampa locale sul problema da noi sollevato ha stimolato il dr. Carradori a una risposta. Una risposta giunta 20 giorni dopo la nostra richiesta e a favore solo di stampa e politica non avendo noi a tutt’oggi ricevuto ancora alcuna risposta formale da parte dell’AUSL.

A dimostrazione che l’interesse di codesta Amministrazione non è il confronto con i lavoratori e il loro benessere lavorativo, ma la tutela della sua immagine a favore di politica e media.

Contestiamo inoltre le dichiarazioni rilasciate dal dr. Carradori che ci attribuisce una non conoscenza delle delibere aziendali. 

Non abbiamo mai parlato della creazione di una unica Unità Operativa Complessa di Anatomia Patologica bensì della volontà di centralizzare l’analisi del materiale cisto-istologico in un unico laboratorio fuori dal contesto ospedaliero, progetto questo confermato dalle stesse dichiarazioni del dr. Carradori quando afferma alla stampa che è volontà dell’AUSL “rendere omogenee le procedure diagnostiche pre-analitiche e di refertazione fra le Unità Operative di Anatomia Patologia della Romagna, anche attraverso un percorso di automazione e digitalizzazione.” 

E denunciavamo come questo progetto desti notevole preoccupazione tra i lavoratori per le sue ricadute sia sul piano dell’organizzazione del lavoro sia per il servizio offerto in tal modo ai cittadini. Preoccupazione che è stata espressa anche con documenti firmati da numerosi lavoratori dei reparti interessati e portati all’attenzione della Direzione Generale nel corso del 2023. 

Nello spirito del sindacato Di.Co.Si. ContiamoCi! che vede il lavoratore diretto protagonista del lavoro e della sua organizzazione, chiediamo quindi con forza un tavolo di confronto con la Direzione Generale in cui coinvolgere in maniera attiva i lavoratori che con la loro professionalità sono la migliore garanzia per l’organizzazione di un Servizio a tutela della salute della collettività.


La Segreteria Nazionale del Di.Co.Si. ContiamoCi!


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